ESSERE UNICI AL GIORNO D’OGGI NEL MONDO DEI MEDIA, DEI SOCIAL E DELLE IMMAGINI A VOLTE NON RIPAGA
I sistemi di videosorveglianza fanno parte già da tempo di quegli strumenti atti a garantire sicurezza sia alle persone che alle cose. Nonostante ciò la crescente diffusione di dispositivi di imaging a basso costo e la conseguente disponibilità di grosse quantità di foto e filmati digitali, rende l’attività investigativa e di verifica su tali tipologie di dati sempre più frequente e difficile. A tale scopo, risulta fondamentale riuscire ad individuare con esattezza modalità di analisi e di studio al fine di non lasciare nulla di intentato nella ricerca di fonti di prova spesso decisive. L’Image/Video Forensics comprende tutte le attività di analisi delle immagini (e dei video) svolte oramai prevalentemente in ambito digitale, volte ad estrapolare dati e informazioni ad uso forense. 

Il caso in oggetto riguarda una rapina avvenuta in un esercizio commerciale da parte di due soggetti. Una volta scattate le indagini, gli inquirenti hanno subito acquisito i video catturati dal sistema di videosorveglianza dell’esercizio commerciale e iniziato le prime indagini nei confronti di ignoti. Nonostante l’immediatezza della fase di acquisizione dei filmati, non è stato possibile identificare i due soggetti dai video estrapolati in quanto risultavano avere il volto travisato. In breve tempo però gli inquirenti sono riusciti, attraverso un’indagine ben fatta ad individuare alcuni sospettati. In particolare, uno di questi soggetti, ripreso da un ulteriore sistema di videosorveglianza mentre passeggiava, risultava indossare un particolare tipo di scarpe verosimilmente riconducibili ad uno dei soggetti autori della rapina. Nello specifico le scarpe risultavano avere una trama dall'effetto mimetico. 

Ecco che il Pubblico Ministero titolare delle indagini, dopo essersi confrontato con il Professore Sebastiano Battiato affida a quest’ultimo una consulenza tecnica avente il seguente quesito: “Accerti il consulente se la trama e il disegno del tessuto mimetico delle scarpe indossate dai soggetti immortalati dai video oggetto di acquisizione siano o meno i medesimi”.
L’analisi effettuata dal Prof. Battiato, che attraverso un’opportuna elaborazione delle immagini è riuscito a risalire alla marca e al modello della scarpa, è consistita nella creazione di un algoritmo in grado di stimare in maniera scientifica il grado di compatibilità tra le “macchie” delle scarpe indossate dall'autore del reato e quelle indossate dal sospettato. 



Tutte le evidenze, qualitative e quantitative, valutate sulle macchie delle scarpe visibili nei video, hanno fornito un elevato grado di sovrapponibilità tra le scarpe dei soggetti ritratti nei video.
Inoltre, essendo la società di oggi sempre più soggetta ai media e alla pubblicità, non si è lasciata intentata la via del contatto con la nota marca di scarpe ginniche (identificata in fase di analisi) a cui è stato posto un quesito sull'unicità del tipo di trama delle scarpe. Immediata la risposta dell’azienda che ha confermato la tesi del consulente attraverso la seguente mail: “do conferma ufficiale che risulta impossibile produrre due paia di scarpe modello LA traniner Weave con grafica camouflage vivace in maniera perfettamente identica in quanto l'upper della scarpa è ricavato da tagli diversi dello stesso materiale ed, a sua volta il materiale è preso da differenti fogli e via dicendo.” L’esito della consulenza tecnica ha portato gli inquirenti all’arresto del sospettato e di conseguenza alla risoluzione del caso.
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